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Le memorie SSD (Solid State Drive, o Solid State Disk), dette anche “dischi a stato solido” (anche se “dischi” proprio non ce n'è), stanno iniziando a rimpiazzare i classici dischi rigidi (HDD).
Tali memorie hanno interfaccia SATA e formati da 2,5 e 3,5 pollici.
Queste memorie, come anticipato, non hanno dei dischi magnetici, ma unità di memoria su chip NAND Flash (come quelli utilizzati nelle chiavette USB, per intenderci), per cui non hanno parti in movimento e consentono, tra le altre cose, tempi di accesso (per lettura e scrittura) più bassi.
Attualmente, gli unici difetti di tali memorie sono costituiti dalla limitata capacità e dal prezzo ancora alto (una SSD da 160 GB può arrivare a costare, mentre scriviamo, anche 480 euro, 10 volte il prezzo di un classico hard disk di uguale capienza !), ma è una situazione destinata a mutare, come avviene sempre con le novità tecnologiche.
C'è poi uno svantaggio legato al numero di riscritture possibili per le memorie flash, che non è infinito ma varia -a seconda del tipo di chip- tra i 10.000 e i 100.000 cicli di riscrittura. Anche questo aspetto è comunque destinato a cambiare (in meglio).
I vantaggi sono molteplici e derivano tutti, in qualche modo, dalla totale assenza di parti meccaniche:
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consumi ridotti (ecco perchè sono frequenti nei nuovi portatili);
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rumore inesistente (nessun movimento meccanico);
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temperatura di funzionamento bassa;
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tempi di accesso ridotti rispetto agli hard disk tradizionali;
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maggiore resistenza agli urti.
Insomma, basterà aspettare ancora un po' di tempo per avere condizioni più favorevoli e passare definitivamente a questa tecnologia ! :-)
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